A volte anche i fantasmi scrivono

L’articolo riportato di seguito è stato copiato dalla pagina facebook di Aris Prodani. A seguire un commento di questo dipartimento.

 

Nidi, il nuovo regolamento scatena la guerra dei sessi

Citato il sostegno al lavoro delle donne, non più dei genitori. Ma l’aula municipale boccia la formula: gli uomini di centrosinistra (sindaco escluso) votano col centrodestra

 

.+-di Piero Rauber

 

La maggioranza di Cosolini si spacca in Consiglio comunale? Mah, sarà la solita presa di distanze tra cattolici e laici. O, forse, sarà l’ala comunista che bisticcia col Pd. E invece no. Stavolta in Municipio va in scena una guerra inedita, almeno da quando si è esaurita l’onda sessantottina. La guerra dei sessi. Uomini contro donne. O viceversa. Con il sindaco gentiluomo che prende le difese del gentilsesso. E perde, sapendo di perdere.

 

Succede a tarda ora, nel parlamento cittadino di piazza Unità, chiamato a votare l’aggiornamento appena disposto dalla giunta Cosolini, per mano dell’assessore all’Educazione Antonella Grim, del Regolamento sui servizi per la prima infanzia, ovvero l’accesso ai nidi pubblici, in base al nuovo Regolamento regionale. La sostanza cambia poco. È invece sulle questioni di principio che il Consiglio si ritrova a dibattere molto a lungo. Una di queste è contenuta in un articolo, appena modificato in sede di giunta, che fa promettere al Comune di favorire, tramite ’appunto la frequentazione di un bambino al nido, l’accesso al mondo del lavoro delle donne. E gli uomini? Il Pdl allora presenta un emendamento che propone di tornare alla vecchia dicitura, che parlava più genericamente di sostegno ai genitori. E lì, come detto, la maggioranza si divide. Le democratiche Maria Grazia Cogliati Dezza e Anna Mozzi e la vendoliana Daniela Gerin si trovano isolate, ma arriva in loro soccorso Roberto Cosolini, che ricorda, in base alla sua esperienza da assessore regionale al Lavoro, come per le donne sia più difficile uno sbocco occupazionale. Si vota. E gli uomini del centrosinistra fanno vincere l’emendamento dell’opposizione. Si torna così ai genitori, e non più alle donne soltanto.

 

«Non voleva essere, il nostro, un atto discriminatorio contro i papà, ma di pari opportunità, in favore delle mamme, la donna madre parte sempre in svantaggio», osserva la Cogliati Dezza. «Se siamo tutti compatti ci danno delle truppe cammellate, se restiamo liberi di votare in coscienza allora ci spacchiamo, la verità è che con questo Regolamento abbiamo riposizionato i diritti dei bambini rispetto a certe storture discriminatorie, anche in termini etnici», le fa eco Marino Sossi da Sel, che si riferisce evidentemente alla parificazione a italiani dei bimbi di genitori stranieri nati in Italia, come da emendamento Idv.

 

«Se figli di clandestini, poco importa», tuona Maurizio Ferrara dalla Lega. «È stata un’operazione di pura politicizzazione di un Regolamento, dall’impronta dell’estrema sinistra», aggiunge Michele Lobianco da Fli. «Non hanno voluto alzare gli sconti per le famiglie numerose, sapevamo che a sinistra l’ipocrisia è un valore, ma non immaginavamo di constatarlo su questioni riguardanti i bambini», va duro Everest Bertoli dal Pdl. «Ci sono significativi segnali di discontinuità col passato, in primis il riconoscimento della centralità del bambino, e ci sentiamo di ringraziare l’assessore Grim», chiude Giovanni Barbo dal Pd.

Nidi, il nuovNidi, il nuovo regolamento scatena la guerra dei sessi

Citato il sostegno al lavoro delle donne, non più dei genitori. Ma l’aula municipale boccia la formula: gli uomini di centrosinistra (sindaco escluso) votano col centrodestra

 

.+-di Piero Rauber

 

Questo articolo descrive un possibile conflitto in seno al Consiglio Comunale di Trieste tra i maschi e le femmine a proposito del nuovo Regolamento sui servizi per la prima infanzia. Io non c’ero ma capisco perfettamente le posizioni delle consigliere di Sel e del Pd in difesa del lavoro delle donne. Così come penso che vadano tutelati i diritti dei papà separati, che molto spesso vengono calpestati, nello stesso modo non posso che difendere la posizione femminile in tema di lavoro così pesantemente penalizzata rispetto a quella maschile. E’ ipocrita non considerare la richiesta di equità in questo caso, perché è evidente agli occhi di tutti, che a parità di crisi, la donna conta molto meno dell’uomo e deve lottare due volte di più per essere considerata. E questo purtroppo è un dato inequivocabile.

 

Nella seconda parte dell’articolo c’è il passaggio che riguarda l’emendamento presentato dal consigliere Idv Cesare Cetin e passato in Consiglio, appoggiato da Sel e da Federazione della Sinistra. L’emendamento è frutto del lavoro di questo Dipartimento che lo ha preparato pensando che tutti i bambini del mondo sono uguali. Sintetizzato in poche righe, prevede la possibilità di accesso al nido comunale di Trieste, ai bambini nati in Italia e non, figli di stranieri residenti a Trieste. L’asilo nido è struttura educativa e dunque tutti i bambini devono poter andare a scuola, per quanto piccola e calibrata sull’età.

Il sistema che ci domina è globale. Cominciamo a ragionare di globalità e a vedere il mondo per quello che è : il nostro pianeta. I bambini sono figli di questo pianeta e vanno tutti protetti. Sono tutti uguali. E tutti devono avere parità di diritti e dignità di vita.

Dunque ho preparato questo emendamento che non è piaciuto all’opposizione. E qui viene il divertente. La proposta è stata descritta da consiglieri della Lega, del Pdl e di Fli in un modo che non trova al momento la parola per descriverlo. Mi ha fatto tanto ridere. Queste persone parlando dell’emendamento in realtà parlavano dell’anima alla base, cioè io. Perciò sentire che l’emendamento ha un’impronta di estrema sinistra mi ha fatto veramente divertire. Perché in fondo è vero. Il comunismo è un’idea, un’idea di fratellanza e di condivisione, di difesa degli ultimi e non può essere un partito. Mi sembra evidente. Lo dico con rispetto per tutti quelli che ci credono, ma io penso che il comunismo non lo puoi imbrigliare nei meccanismi dei partiti. Sono i fatti storici a dimostrarlo. Io difendo i diritti dei bambini in Italia dei Valori e so di cosa parlo. Qui invece sembra che molti non sappiano di cosa parlano e dicono che la nostra posizione è ipocrita. Sono gli stessi partiti che oltre un anno fa hanno preso a picconate la legge 20/05 sugli asili nido della nostra regione e hanno permesso a chiunque di aprirsi una struttura per neonati anche in assenza di certificazioni, titoli di studio, strutture con adeguate protezioni e via dicendo. E questi sarebbero i protettori dei bambini? I casi sono due: o proiettano su di noi quello che fanno loro, e non è da escludere per niente, o navigano in alto mare.

 

Leggendo l’articolo ho avuto un dubbio: sto dormendo o sto vivendo un incubo? Mi rendo conto che giornalmente viviamo in un incubo dove non c’è il cane che vuole mozzicare l’osso, ma è l’osso che rincorre il cane. Leggendo di queste scene mi sono immaginata di essere Pollicino nella tasca di un componente dell’opposizione a Trieste e mi sono fatta tante di quelle risate. Ma lo sanno cosa vuol dire essere di estrema sinistra? Lo sanno cosa è la politica o la regola di vita in una famiglia?

Con questi qui che sono daltonici e non riconoscono i colori c’è poco da fare. Conviene buttare quattro ossa così hanno qualcosa da fare.

Dott. Valentina Peloso Morana

Responsabile del Dipartimento Infanzia e Famiglia

                             IDV-FVG

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