Il “Processo breve” mette a rischio tutti i bambini

Diamo un’occhiata al sistema che ci governa dal punto di vista dei bambini.

Il sistema ha partorito un aborto che si chiama “processo breve”. Viene ridotto in sintesi il tempo di alcuni processi delicati, in assenza di aumento di personale e di risorse. Quello che a noi interessa particolarmente è quello che succederà ai bambini vittime di violenze di ogni tipo, perchè il processo breve sarà un colpo di mannaia su tutti i procedimenti penali di questa natura. I processi per pedofilia, abuso sessuale, maltrattamenti familiari e violenze  in alcuni asili nido hanno bisogno di tempi lunghi perchè i testimoni sono bambini. Le indagini sono molto delicate e prevedono, oltre agli aspetti che riguardano gli adulti eventualmente implicati, lo studio del bambino e dei suoi sintomi, per accertare se vi sia stata violenza o meno. Intervengono molti professionisti che devono seguire rigide procedure di protezione dei bambini, nel rispetto dei loro ritmi, che non sono quelli degli adulti. Ciò significa che il bambino, presunta vittima di violenza, non può essere forzato a sostenere ritmi che non gli appartengono, ma deve essere tutelato il suo equilibrio. Alle volte ci vuole molto tempo per chiarire tutti gli aspetti di una denuncia penale in danno di minorenni. Per le indagini mediamente partono almeno i primi due anni dopo la denuncia. Ma il processo breve, che sarebbe più appropriato chiamare “processo finto”, prevede i tre gradi di giudizio ristretti in pochi anni. Questo significa che i processi per pedofilia e aspetti simili, sarebbero sicuramente prescritti. Ovviamente con magno gaudio da parte di tutti i pedofili del mondo, che potrebbero scegliere il nostro Paese come la loro residenza elettiva.

E i bambini? Beh potremmo dire: “Oltre il danno la beffa”. E con loro i loro genitori. I pedofili, gli abusanti familiari, i violenti di alcuni asili nido privati e tutti coloro che fanno del male ai bambini, sono i loro torturatori e i nemici di chi difende l’infanzia.  Non è sopportabile che oltre a danneggiare la psiche e il corpo di innocenti, questi orchi possano anche avere agevolazioni tali da impedire la verità e la giustizia. Le vittime vanno tutelate e protette, non possono essere carne da macello.

Il sistema sta distruggendo l’Italia e schiaccia le vite dei più piccoli per soddisfare gli appettiti luridi di certi individui.

E’ ora di finirla.

Dott. Valentina Peloso Morana

Noi vogliamo un mondo senza catene

Il Dipartimento Infanzia e Famiglia Regionale promuove cultura e conoscenza. Se conosciamo possiamo scegliere. Promuovere cultura significa informare. I bambini e i ragazzi di oggi portano un livello elevato di evoluzione, e questo dipartimento intende descriverlo. E’ necessario sapere di chi parliamo prima di decidere per loro. Vogliamo anche raccontare il male che il nostro sociale impone all’infanzia. L’orrore dei pedofili e la brutalità volgare degli abusanti familiari. Lo squallore delle false accuse di abuso sessuale da parte di adulti in danno di bambini. La violenza dei maltrattamenti familiari e quella dentro alcuni nidi privati. Il dolore dello strappo dalle braccia dei familiari e l’inserimento in qualche comunità. La sofferenza di essere un bambino handicappato a scuola. Questo male deve essere chiarito ed eliminato perchè è spazzatura.

Accanto al male, descriveremo le realtà che sono eccellenza nel nostro Paese, come gli istituti degli asili nido comunali, o come alcune scuole dell’infanzia in Italia, o come le scuole elementari, che sono un punto di riferimento europeo e mondiale. Sono motivo di orgoglio, e invece ricevono pesanti attacchi dal sistema che ci governa.

Promuovere conoscenza, significa informare le persone delle procedure che i diversi professionisti devono seguire in materia civile e penale, quando sono coinvolti bambini e ragazzi. E a questo proposito, non si può non rilevare, che se va avanti questa cosa del processo breve, i pedofili potranno brindare, perchè è matematicamente impossibile, in meno di tre-quattro anni, risolvere solo il primo grado di giudizio. Questo significa prescritto quindi libero.

Il Dipartimento Infanzia e Famiglia avrà anche il compito di tutelare e promuovere i diritti degli adulti coinvolti nei procedimenti civili e penali che ruotano intorno ai bambini. Si occuperà anche della tutela dei diritti delle madri e dei padri in un’ottica di equidistanza, come pure delle vittime di violenza familiare ed extra familiare. La violenza che agiscono alcune persone di sesso maschile ha determinate caratteristiche, la violenza che agiscono alcune persone di sesso femminile ne ha della altre diverse. La violenza non ha genere.

Il nostro dipartimento si occuperà di tutti i bambini, italiani e stranieri. I bambini stranieri devono poter usufruire di tutti i diritti di cui godono i bambini italiani. lo dice la Carta Internazionale dei Diritti del Fanciullo, ratificata dall’Italia.

Tra i nostri progetti vi è l’istituzione dell’avvocato per i bambini e del Garante per ‘Infanzia e l’Adolescenza.

Il dipartimento sarà disponibile a contributi da parte di tutte le forze di centro sinistra come pure di persone qualificate della società civile. La sua attività si svolgerà attraverso convegni, dibattiti e canali informativi telematici.

                                                                                                                   Dott. Valentina Peloso Morana

 

 

 

 

 

Dalla parte dei bambini

Si è costituito il Dipartimento Infanzia e Famiglia di Italia dei Valori della Regione Friuli Venezia Giulia. Il suo nome è Alice nel Paese del Genoma. Abbiamo scelto questo titolo come metafora del mondo reale, solo che qui Alice è il guardiano che difende e protegge i bambini. Il genoma indica la base fondamentale del divenire dell’uomo e della conoscenza indelebile.

Noi vogliamo essere la luce del faro, che trafora la nebbia dell’ignoranza.

Dott. Valentina Peloso Morana

Mozione di istituzione del dipartimento infanzia e famiglia

Pubblichiamo la mozione di costituzione del nostro dipartimento, che è stata approvata all’unanimità nell’ultimo Congresso Regionale di Italia dei Valori, il 16 ottobre 2010. Si sono astenuti solo due individui di sesso maschile.

Dott. Valentina Peloso Morana

CONGRESSO REGIONALE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

Mozione regionale per il Dipartimento Infanzia

Nel nostro Paese la realtà che subiscono i bambini è molto diversa da quella che viene comunemente descritta. Si parla molto di mafie e di criminalità organizzata, e non si parla mai dei mercati occulti che riguardano i bambini e i ragazzi. Ci sono bambini che vivono bene, accolti da famiglie protettive e stimolanti. Ci sono bambini che vivono abbandonati a loro stessi e conoscono la vera trascuratezza. Qualcuno è handicappato e a scuola non ha il sostegno sufficiente. Altri vengono picchiati o torturati da adulti. Alcuni bambini vengono violentati, abusati sessualmente o prostituiti. Qualcuno di loro viene usato come clava contro l’altro genitore durante una separazione o viene trascinato dentro un’accusa falsa di pedofilia. Qualcuno non mangia a scuola perché il genitore non ha i soldi per pagare la retta. Qualche bambino viene schedato perché appartenente ad un’altra etnia. Qualcuno viene strappato dall’abbraccio dei familiari e buttato dentro una comunità senza controllo dove sviluppa sintomi, e alle volte viene violentato. Qualcuno viene pestato di brutto in un nido privato. Qualcuno dorme in macchina o in strada con i genitori. E infine, come se non bastasse, qualcuno viene ucciso.

Tutti non hanno diritto a un legale personale. Vengono chiamati  “Minori” parola orribile, e da tali vengono trattati.

Si propone l’istituzione di un Dipartimento Infanzia della Regione Friuli Venezia Giulia che abbia l’obiettivo di portare a galla le anomalie che circondano il mondo del bambino. E che si faccia promotore dei  loro diritti. In particolare il Dipartimento deve promuovere:

a)     L’ istituzione del Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza

b)     La proposta di legge dell’introduzione del legale per i bambini tramite tavoli tecnici altamente specialistici. Per promuovere la figura dell’avvocato dei bambini è necessaria la creazione di una Commissione di esperti, di cui il legale diventa il portavoce. Il legale per i bambini deve essere totalmente a carico dello Stato.

c)      La promozione dell’istituzione degli asili nidi comunali, che sono delle piccole scuole e luoghi sicuri di apprendimento.

d)     La proposta di legge di inasprimento delle pene per tutti gli adulti che commettono reati sui bambini, attraverso lo studio e il miglioramento delle leggi che già esistono.

e)     Lo studio dell’istituto degli affidamenti e la chiarificazione di tutto il sistema, di come opera e dei collegamenti che spesso porta.

f)      Lo stanziamento di fondi per il sostegno scolastico ed extra scolastico per i bambini con patologie, handicap e disturbi dell’apprendimento.

g)     La lotta a tutto ciò che impedisce di chiarire il male che i bambini vivono, in particolare con azioni chiare e legali di opposizione al didielle intercettazioni.

Il Dipartimento Infanzia Regionale si costituirà con la collaborazione necessaria di una psicologa investigativa, di un pediatra, di un legale, di un economista, di un pedagogista, di un educatore e di un professore universitario.

Questa mozione nasce per ridare lo spazio e il diritto di esistere al mondo del bambino.

Dott. Valentina Peloso Morana

Presunto Colpevole

Essere accusati ingiustamente. Può capitare a tutti. Difficile difendersi, quasi impossibile se il reato di cui si è accusati è quello più tremendo e infamante: abuso sessuale di adolescenti. L’emozione ci travolge quando si parla di bambini. Il mostro sembra essere ovunque: a fronte di molti casi accertati e puniti, ce ne sono troppi altri “sbagliati”, con soluzioni tardive e danni psicologici e economici enormi. Questo libro prova a raccontare ciò che non vediamo. Una macchina burocratica che vale milioni di euro. Un affare per molti: associazioni, centri d’assistenza, consulenti, psicologi. E tante storie di affetti distrutti, di violenza psicologica (genitori divisi, bambini affidati, interrogatori infiniti). Se davvero l’interesse ultimo di tutti gli attori in causa è difendere i bambini, i fatti qui raccontati documentano il contrario. Allora è necessario fermarsi e bloccare la macchina. Basta errori. Costano troppo cari. Questo problema, sebbene scomodo, ci riguarda tutti.