Dalla rete propongo la lettera di un sindacato di polizia che certamente è garanzia di serietà e veridicità dell’informazione. Ho scelto questa lettera perchè esaustiva e chiara, indipendentemente dall’orientamento di questo sindacato.
Mi viene da pensare che poichè la Polizia Postale ha trenta anni di vita in Italia, viene oggi trattata come tutti i nostri giovani trentenni formati e preparati, che sono messi nell’impossibilità (momentanea) di lavorare per quello che hanno studiato. In questo caso però il rischio è altissimo. Se non fosse drammatico ci sarebbe, come dice Roberto Benigni,da schiantarsi dal ridere.
Penso che la società civile deve sapere cosa succede per sostenere gli appelli della Polizia Postale.
dott. Valentina Peloso Morana
Roma, 24 maggio 2012
ILL.MO CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Pref. Antonio Manganelli R O M A
E PER CONOSCENZA :
AL DIRETTORE CENTRALE DELLE SPECIALITA’
Pref. Santi Giuffre’
R O M A
Illustrissimo Capo della Polizia,
mentre assistiamo ad una serie di dati allarmanti riguardanti l’Italia e il web che invitano a riflettere su come la Polizia postale sia diventata una risorsa essenziale per la sicurezza nazionale e non, il Dipartimento vuole stravolgere gli assetti dell’unica specialità della Polizia di Stato efficiente, efficace e, soprattutto, a totale carico di POSTE ITALIANE per quanto riguarda le spese di locazione, utenze, cancelleria, arredi, computer e, udi-te udite, le autovetture per presenziare il territorio.
Gli uomini e donne che fanno parte della postale hanno visto il loro lavoro aumentare notevolmente negli ulti-mi anni. Si sono dovuti adeguare e formare a nuovi tipi di reato come il cybercrime e la pedofilia informatica.
Altro compito della postale di fondamentale importanza, per il quale il Presidente della Repubblica ha conferito la me-daglia d’oro alla bandiera della Polizia di Stato, è quello delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ad opera degli agenti della specialità per informare i ragazzi insegnanti e genitori sui rischi e pericoli della rete, ma soprattutto i modi per sfruttare le potenzialità di internet senza correre inutili rischi.
La Polizia postale ha solo 30 anni, eppure il ruolo che è arrivata a svolgere nella sicurezza individuale e colletti-va in Italia è, oggi più che mai, fondamentale e rilevante. Creata nel 1981 per via della legge riforma dell’Amministrazio-ne della Pubblica Sicurezza come “Specialità” della Polizia di Stato, il reparto è ‘cresciuto’ passando dalle scorte ai fur-goni postali e dai servizi per conto delle poste italiane alla sicurezza della rete informatica del paese a seguito del diffon-dersi di reati come l’hacking, l’e-commerce, phishing e la pedofilia online.
Dopo la riorganizzazione e modernizzazione della Specialità nel 1998 da parte del Ministero dell’Interno, la Po-lizia postale e delle Comunicazioni ha assunto i connotati con cui la conosciamo oggi e ci viene invidiata dagli organismi investigativi delle polizie di tutto il mondo: un nucleo di esperti investigatori radicati sul territorio capaci di monitorare la grande Rete di Internet, e di agire come “sceriffi” informatici. Oggi, la Polizia postale svolge attività d’intelligence e sicurezza telematica, di vigilanza di tutti quei reati tradizionali che hanno come fine o strumento per la loro realizzazio-ne il mezzo informatico, e porta avanti investigazioni per la prevenzione e il contrasto delle attività terroristiche naziona-li ed internazionali. Una serie di compiti indubbiamente non facili da affrontare, data la mancanza di un ‘nemico’ fisico, ma soprattutto che ci riguardano personalmente, in un’era in cui social media e web sono diventati piattaforma di scam-bio predominante per la maggior parte delle nostre comunicazioni. La Polizia Postale è divenuta ormai una presenza si-lenziosa ma costante nella vita quotidiana dei milioni di italiani che sono online ogni giorno.
Sono state istituite diverse eccellenze tra cui il “Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet” oggi il punto di raccordo per la trattazione delle segnalazioni, provenienti sia da altre forze di Polizia anche straniere, sia da cittadini, da associazioni di volontariato e da Provider sugli odiosi crimini legati alla pedofilia. Il Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), un’unità attiva h24 e volta a combattere e prevenire attacchi informatici alle strutture critiche strategiche del paese.
Una presenza importante di rapido intervento grazie soprattutto all’estensione capillare della Polizia postale su tutto il territorio nazionale. Oggi conta circa 1800 operatori, dislocati attraverso i 20 compartimenti con competenza regionale e le 80 sezioni con competenza provinciale, sotto il coordinamento della sede.
Da questi dati, verrebbe da pensare che la Polizia postale e delle Comunicazioni sia uno dei Servizi della Polizia di Stato su cui l’amministrazione voglia e debba investire di più, dal momento in cui su di essa passa una grossa fetta della sicurezza del Belpaese. Andrebbe da se il fatto che la professionalità della Polizia postale dovrebbe per principio rimanere di altissimo livello, tramite investimenti, strutture formative adeguate e supporto di enti loca-li. Ma la realtà dei fatti è tristemente diversa.
Conclusioni
La direzione centrale delle specialità sta predisponendo una riorganizzazione della Polizia postale e delle Co-municazioni soltanto nei capoluoghi di regione vanificando le professionalità acquisite in tanti anni ed il lavoro svolto in ogni singola realtà provinciale, per il quale la Polizia postale era diventata punto di riferimento e di sicurezza per ogni cittadino utente della rete.
Per quanto sopra brevemente menzionato, auspico un rapido incontro al fine di bene comprendere i confini e le finalità dell’eventuale progetto di riorganizzazione in narrativa che, allo stato attuale, stante l’assenza di compiute auto-revoli informazioni sta provocando solo sconcerto, preoccupazione e amarezza nel personale interessato.
Distintamente
Valter Mazzetti